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Cura tatuaggio appena fatto: giorno per giorno

Di Aggiornato il

La cura di un tatuaggio appena fatto segue poche regole precise per due-tre settimane in superficie e qualche mese in profondità. Qui trovi cosa fare giorno per giorno, quale crema usare e quali segnali meritano un medico invece di una guida.

Cosa succede nella pelle dopo un tatuaggio

L'ago attraversa l'epidermide, lo strato esterno che si rinnova di continuo, e lascia il pigmento nel derma, lo strato sottostante che invece resta. Su questa differenza si regge la durata di ogni tatuaggio: l'inchiostro messo troppo in superficie se ne va in pochi mesi, quello messo troppo a fondo si espande e sfuma i contorni.

La guarigione procede quindi su due tempi, e confonderli è all'origine di quasi tutte le paure. La superficie si richiude in due-tre settimane, e tutto ciò che vedi in quel periodo fa parte del processo: siero che trasuda, pelle che tira, desquamazione, lucidità, prurito. Sotto, nel derma, il pigmento continua ad assestarsi per due-sei mesi; non si vede niente, ma il tatuaggio cambia ancora e di solito diventa un po' più morbido e uniforme di come appariva alla terza settimana.

La conseguenza pratica è semplice: non giudicare troppo presto. Una sfumatura che sembra avere un buco o una linea che pare troppo grigia dopo tre settimane spesso si sistema da sola. Se serve un ritocco lo decidi verso il terzo mese, alla luce del giorno.

Pellicola, pomata o niente: i tre metodi di guarigione

Non esiste un unico modo giusto di curare un tatuaggio, ne esistono tre, e il tuo tatuatore ne ha scelto uno. Da quella scelta dipende cosa farai nelle prossime due settimane, e applicare la routine di un metodo a un tatuaggio impostato su un altro è il modo più rapido per combinare guai. Il foglio di istruzioni che ti danno in studio viene prima di qualunque guida, questa compresa.

La pellicola traspirante, spesso chiamata second skin, la applica il tatuatore a fine seduta. La prima si toglie dopo dodici-ventiquattro ore; poi si lava, si asciuga bene e se ne mette una seconda che può restare da tre a sei giorni. Il vantaggio è che ti toglie di mano la parte in cui si sbaglia di più. In cambio costa di più, si stacca sulle articolazioni e sulla pelle con molti peli, e il siero che si raccoglie sotto il secondo giorno fa più impressione di quanto meriti; qualcuno poi non tollera l'adesivo.

Con il metodo classico la pellicola trasparente o la garza resta solo qualche ora. Dopo lavi due-tre volte al giorno e stendi ogni volta un velo sottilissimo di pomata o crema, per circa due settimane. È adatto alle zone dove la pellicola non tiene e a chi non sopporta l'adesivo, ma funziona solo se lo fai bene: tenere la pellicola da cucina tutta la notte e mettere troppa crema sono gli errori che rovinano più guarigioni.

La guarigione a secco significa lavare e tamponare senza applicare nulla, o solo un po' di crema quando la pelle tira. Qualcuno ci giura, ma le croste vengono più spesse e si spaccano più facilmente, soprattutto sulle articolazioni, e il rischio di perdere colore sale; pochi tatuatori la consigliano. Qualunque sia il metodo, tre regole non cambiano: mani appena lavate ogni volta che lo tocchi e nessuna mano altrui, carta da cucina per tamponare al posto dell'asciugamano del bagno, e meno prodotto piuttosto che troppo.

Come si cura un tatuaggio appena fatto: i primi tre giorni

La prima sera il tatuaggio si comporta per quello che è, una ferita aperta. Aspettati rossore anche oltre i bordi del disegno, calore e un gonfiore che su mani, piedi e caviglie può essere vistoso. Dalla pelle esce siero con un po' di sangue, colorato dall'inchiostro: la prima volta spaventa e non significa niente, perché quel colore è l'eccesso rimasto nell'epidermide, non quello fissato nel derma.

Togli la pellicola quando te lo ha detto il tatuatore. Dormi su un asciugamano vecchio o su una federa che puoi sacrificare, altrimenti il tatuaggio si attacca alle lenzuola, e quella sera lascia stare l'alcol, che favorisce il sanguinamento e allunga la fase in cui la pelle trasuda.

Dal primo al terzo giorno il siero diminuisce e la zona diventa calda, tesa, come scottata; spesso dà più fastidio adesso che il giorno della seduta. I colori sono al massimo, ed è il momento della foto, perché fra pochi giorni si spegneranno. Se segui il metodo classico lavi con acqua tiepida e un detergente delicato senza profumo, tamponi e stendi un velo di prodotto; se hai la pellicola traspirante, non toccarla.

La prima e la seconda settimana: pellicine, patina e prurito

Tra il quarto e il settimo giorno la superficie comincia a spellarsi come dopo una scottatura, e sotto il disegno appare lattiginoso, opaco, spento. È la fase in cui quasi tutti pensano che qualcosa sia andato storto, e capita a chiunque: quella patina è epidermide morta sopra l'inchiostro e se ne va da sola. Le pellicine si staccano sotto la doccia o restano sui vestiti, spesso colorate; lasciale andare e non tirare quelle ancora attaccate.

La seconda settimana porta il prurito, che molti ricordano come la parte peggiore, più della seduta stessa. Aiutano la crema stesa con regolarità, perché la secchezza lo alimenta, un impacco fresco appoggiato sopra un tessuto pulito, mai il ghiaccio sulla pelle, e qualche colpetto leggero con il palmo al posto delle unghie. Non aiutano i prodotti profumati, le creme anestetiche e la sola forza di volontà.

Alla fine della seconda settimana la desquamazione è quasi finita; qualche zona può sembrare lucida o un po' in rilievo, e le linee sottili possono apparire velate. Si sistema. Tra la terza e la quarta settimana la superficie è chiusa e il tatuaggio torna a essere pelle normale: puoi fare il bagno, usare la protezione solare e smettere con le attenzioni da ferita.

Crema per la cura del tatuaggio: quale usare

La prima risposta è quella del tuo studio, perché il suo foglio è scritto per il metodo usato su di te. In farmacia molti scelgono una pomata riparatrice al pantenolo o una crema specifica per tatuaggi, e più avanti una crema idratante neutra senza profumo. In ogni caso lo strato deve essere così sottile che la pelle sembri quasi opaca: se luccica è troppo, e l'eccesso si toglie tamponando con la carta.

C'è un punto su cui tatuatori e dermatologi non sono d'accordo, ed è giusto saperlo. La vaselina e le pomate a base di petrolato sono un classico della cura dei tatuaggi, mentre l'American Academy of Dermatology consiglia sulla pelle tatuata una crema o una lozione a base acquosa e di evitare i derivati del petrolio. Il compromesso a cui sono arrivati molti tatuatori è un velo di pomata nei primi due-tre giorni, quando la pelle è aperta, e poi una crema semplice senza profumo.

Sul detergente succede lo stesso: alcuni fogli di istruzioni chiedono un sapone antibatterico, i dermatologi preferiscono un detergente delicato e senza profumo. Tutti concordano sul risciacquo completo, con acqua tiepida e lontano dal getto forte della doccia. Lascia perdere alcol, acqua ossigenata, oli profumati, tea tree oil e rimedi della nonna, anche se te li consigliano con convinzione.

Mare, piscina, sole e palestra: cosa evitare e per quanto

La regola più importante riguarda l'acqua: niente mare, piscina, vasca da bagno, idromassaggio o lago per due-tre settimane. La doccia breve e tiepida è necessaria e permessa; stare a mollo invece ammorbidisce la superficie e la mette a contatto con acqua che non è pulita. Sauna e bagno turco caricano la pelle in guarigione di calore e sudore, e molti tatuatori chiedono di aspettare che il tatuaggio sia chiuso del tutto.

Con l'estate italiana questo pesa sul calendario. Se le ferie al mare sono ad agosto, fissa la seduta almeno tre settimane prima di partire oppure dopo il rientro: un tatuaggio fresco sotto l'ombrellone significa rinunciare al bagno o mettere a rischio la guarigione. Il sole sulla pelle che guarisce irrita e sbiadisce l'inchiostro, quindi finché non è chiuso lo copri con vestiti leggeri e non con la crema solare, e niente lampade abbronzanti. Dopo, protezione alta su quel punto ogni volta che prende luce, per sempre: è ciò che decide come sarà fra dieci anni.

Il giorno dopo puoi muoverti normalmente, l'allenamento vero riprende dopo la prima settimana, e per due settimane nulla dovrebbe tirare o sfregare proprio quella zona. Il problema non è lo sport, ma sudore, attrito e i batteri sugli attrezzi della palestra. Per questo decide la posizione: un polpaccio regge una corsa al quarto giorno, l'interno del braccio non regge la sbarra per le trazioni finché non si è chiuso.

Anche il resto dell'attrito dipende dalla zona. Al polso danno fastidio orologio, braccialetti e polsini; su fianco e zona lombare la cintura dei pantaloni; sulla coscia i jeans; su petto e costole spalline del reggiseno, zaino e cintura di sicurezza; alla caviglia la scarpa. Gomiti e ginocchia si piegano di continuo e vanno idratati più spesso, mentre su mani e dita il colore cala anche con una cura perfetta e il ritocco si mette in conto fin dall'inizio. La schiena guarisce senza problemi, ma non la vedi e non ci arrivi: organizza un aiuto prima della seduta.

Cura del tatuaggio alle sopracciglia

Il trucco permanente delle sopracciglia guarisce in modo diverso da un tatuaggio sul corpo, e le istruzioni le dà l'operatore che l'ha eseguito. Di solito chiedono di tamponare il siero nelle prime ore con una garza pulita, di stendere un velo sottile del prodotto indicato e di tenere la zona il più possibile asciutta per circa una settimana, lavando il viso senza passare sulle sopracciglia.

Nei primi giorni il colore sembra molto più scuro e netto di come resterà: si formano piccole crosticine, poi il tono si schiarisce e per qualche giorno può sembrare quasi sparito prima di riaffiorare. Non grattare, non strofinare con l'asciugamano e non usare trucco, scrub, peeling o creme con acidi e retinoidi sulla zona finché non è guarita, e rinuncia a sauna, piscina, mare e sole diretto nelle stesse settimane.

Il ritocco si fa di solito dopo quattro-otto settimane, quando la pelle si è assestata e si vede quanto pigmento ha tenuto. Valgono gli stessi segnali d'allarme di un tatuaggio sul corpo: gonfiore che aumenta, pus, dolore che cresce invece di calare o una reazione che si allarga richiedono un medico, non un altro ritocco.

Cosa è normale e quando andare dal medico

Più dei sintomi conta la direzione in cui vanno. Rossore che cala giorno dopo giorno, calore nelle prime quarantotto ore, siero chiaro o colorato nei primi uno-tre giorni, gonfiore su mani e piedi, desquamazione dal quarto giorno, un velo lattiginoso nelle prime due settimane e un prurito forte nella seconda: tutto normale, come il siero che si raccoglie sotto la pellicola traspirante.

Non sono normali rossore o dolore che aumentano dopo il terzo giorno, una secrezione densa, torbida o maleodorante e un'eruzione che si estende oltre il tatuaggio, che può essere anche una reazione all'inchiostro. Strisce rosse che partono dal tatuaggio, febbre, brividi o la sensazione di stare male vanno fatti vedere a un medico in giornata. Una cicatrice in rilievo che cresce oltre il contorno merita un dermatologo, e le reazioni ai pigmenti, più frequenti con il rosso, possono comparire anche anni dopo.

Niente di tutto questo sostituisce le istruzioni del tuo studio o il parere del tuo medico. Se qualcosa non corrisponde a quello che hai letto qui, chiedi prima a loro.

Domande frequenti

Per quanto tempo si mette la crema su un tatuaggio nuovo?

Con il metodo classico per circa due settimane, finché la pelle ha smesso di spellarsi, con un velo sottile due-tre volte al giorno. Dopo, una crema neutra fa comunque bene, e dalla terza-quarta settimana si aggiunge la protezione solare ogni volta che la zona prende luce.

Quando posso fare la doccia dopo il tatuaggio?

Lo stesso giorno, appena tolta la pellicola: breve, con acqua tiepida e senza il getto diretto sul disegno. Quello da evitare per due-tre settimane è l'immersione, in vasca, in piscina o al mare.

Perché il tatuaggio si spella, e posso togliere le pellicine?

Si spella perché l'epidermide si libera dello strato rovinato dall'ago, ed è parte della guarigione. Non aiutarla: una pellicina strappata troppo presto si porta via il colore, ed è la causa più comune di una zona chiara da ritoccare.

Il tatuaggio è guarito a chiazze: è rovinato?

Quasi certamente no, e quasi certamente non per colpa tua. Aspetta i tre mesi, fotografalo alla luce del giorno e torna dallo studio che l'ha fatto, che ha stencil, colori e disegno; molti ritoccano gratis il proprio lavoro la prima volta, entro qualche mese.

Posso vedere come starà il tatuaggio prima di farlo?

Sì, e la guarigione pesa meno con un disegno che ti piace ancora alla seconda settimana. Prima che qualcuno accenda la macchinetta puoi appoggiare il disegno a grandezza reale su una tua foto con il simulatore di tatuaggi di InkCraft.

Provalo sulla tua pelle prima di decidere

InkCraft appoggia uno qualsiasi di questi disegni su una tua foto, adattato e curvato sulla zona che scegli, così puoi giudicarlo prima che sia per sempre.

Oppure provalo prima nel browser: gratis, senza scaricare nulla