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Fa male fare un tatuaggio? Dolore zona per zona

Di Aggiornato il

Sì, fare un tatuaggio fa male, ma quanto dipende soprattutto dal punto del corpo: sull'esterno della coscia o del braccio si sopporta bene, su costole, sterno e incavo del ginocchio molto meno. Qui trovi la scala zona per zona e il perché di ogni voto.

Perché un tatuaggio fa più male in certi punti

Stesso tatuatore, stessa macchinetta, stessa ora di lavoro: sull'esterno della coscia la sensazione somiglia a un graffio caldo e insistente, sulle costole a una vespa che punge a ogni passaggio. A cambiare non è l'ago ma quello che sta sotto la pelle, e a contare sono tre fattori.

Il primo è quante terminazioni nervose ci sono in ogni centimetro quadrato. Dove sono fitte, come all'interno del polso, sui polpastrelli o sulle labbra, il dolore diventa acuto, quasi elettrico, anche con un tocco leggero; dove sono rade, come sulla coscia esterna o sulla parte alta del braccio, arriva più sordo. Il secondo è la distanza dall'osso. La pelle tesa direttamente sopra un osso vibra sotto la macchinetta e porta il ronzio in profondità, così stinco, sterno, clavicola e caviglia più che pungere rimbombano. Il terzo è lo spessore della pelle e quanto si muove: quella sottile ed elastica dell'incavo del ginocchio, dell'ascella o dell'interno del bicipite fa più male di quella spessa e ferma di coscia, polpaccio e parte alta della schiena.

Le zone più temute mettono insieme almeno due di questi fattori, a volte tutti e tre: pelle sottile appoggiata sull'osso e piena di nervi, come sulle costole e sullo sterno. I voti di questa guida riassumono quello che tatuatori e clienti riferiscono più spesso, non una misura medica, e il tuo può spostarsi di uno o due punti in su o in giù secondo la soglia personale, la giornata e la mano di chi tatua.

Il dolore del tatuaggio da 1 a 10: come leggere la scala

Le tabelle del dolore usano una scala volutamente grossolana. Da 1 a 3 il fastidio è lieve e dopo i primi minuti quasi lo dimentichi, tanto che c'è chi legge un libro sul lettino. Da 4 a 6 fa male sul serio, ma una seduta normale si regge senza anestetici. A 7 e 8 senti ogni passaggio e le pause diventano necessarie. A 9 e 10 quasi tutti resistono, però non a lungo, e il lavoro si spezza in più appuntamenti.

I numeri sono medie approssimative e servono a confrontare le zone fra loro, non a prevedere la tua seduta. Un 5 sull'interno dell'avambraccio per qualcuno vale 3 e per altri 7, mentre l'ordine delle zone tende a restare lo stesso: quasi nessuno trova le costole più comode del polpaccio.

Se hai meno di diciotto anni, la zona è l'ultima delle domande da porsi. In Italia per tatuare un minorenne serve il consenso dei genitori, e molti studi scelgono comunque di aspettare la maggiore età.

Dove fa meno male un tatuaggio

In fondo alla scala, intorno al 2, c'è l'esterno della coscia: pelle spessa, tanto muscolo, nessun osso vicino. È il termine di paragone di ciò che si sopporta bene. Accanto, con lo stesso voto, la parte esterna del braccio sopra il gomito, dove il deltoide fa da cuscino e da cui molti tatuatori suggeriscono di partire quando si tratta del primo tatuaggio.

Intorno al 3 stanno l'esterno dell'avambraccio, il polpaccio e la spalla nella sua parte esterna. L'avambraccio esterno, poi, guarisce in fretta. Il polpaccio regge sedute lunghe perché il muscolo assorbe la vibrazione, a patto che il disegno non scivoli sullo stinco. La spalla si comporta come il braccio finché resti sulla sua curva, e diventa più dura man mano che ti avvicini alla clavicola o alla scapola.

Un gradino sopra, attorno al 4, ci sono la parte alta della schiena sulle scapole, i lati della zona lombare e l'esterno del bicipite. La schiena è una superficie ampia e imbottita, ma il voto sale di colpo a una mano di distanza dalla colonna e sotto il punto in cui passa la fascia del reggiseno. Se scegli il posto del primo tatuaggio pensando soprattutto al dolore, coscia esterna e braccio esterno restano le opzioni più gentili, e offrono abbastanza spazio da non costringere il disegno a rimpicciolirsi troppo, l'altro errore tipico degli inizi.

Dove fa più male: costole, sterno, ginocchio e caviglia

Tra 8 e 10 si trovano le zone che quasi tutti rimandano a quando sanno già come reagisce il proprio corpo. Costole e sterno arrivano a 9: pelle sottile appoggiata sull'osso, senza nessuna imbottitura, e sulle costole il respiro solleva la superficie sotto l'ago, così anche cinque minuti sembrano lunghi. Sullo sterno ogni passaggio risuona sull'osso; il petto, sul pettorale e lontano dallo sterno, si ferma invece intorno al 6.

L'incavo del ginocchio merita un discorso a parte. La pelle si piega e si stira a ogni movimento della gamba, è sottile e copre un fascio nervoso, e il dolore si irradia. Molte persone lo considerano il punto peggiore in assoluto, e c'è chi supera le costole senza fiatare per poi arrendersi proprio lì. Allo stesso livello, intorno al 9, ci sono l'ascella, l'inguine e la parte alta dell'interno coscia, con una pelle sottilissima, spesso pelosa e difficile da tenere ferma.

Gomito, ginocchio e colonna vertebrale si fermano intorno all'8: osso e tendini sotto una pelle tesa, e lungo la colonna una vibrazione che corre su e giù per la schiena, per cui le sedute lunghe lì sono famose per quanto sfiancano. Sulle articolazioni la piega fa più male della parte sporgente, quindi l'interno del gomito è peggio della punta e il retro del ginocchio peggio della rotula. La caviglia sta allo stesso livello: l'osso affiora su entrambi i lati quasi senza imbottitura, il malleolo esterno vibra come un diapason, e le sedute lì sono brevi per forza.

Il 10 è riservato alla testa, dove l'osso è subito sotto una pelle sottile e il rumore della macchinetta si sente fortissimo, e ai palmi delle mani e alle piante dei piedi. Lì i nervi sono fittissimi e la pelle si rinnova così in fretta da espellere l'inchiostro nel giro di pochi mesi: molti tatuatori rifiutano il lavoro, e chi lo accetta avverte fin da subito che servirà un ritocco.

Polso, collo, mano e piede: le zone a metà strada

L'avambraccio cambia voto a seconda del lato. L'esterno sta intorno al 3, l'interno sale verso il 5 perché la pelle è più sottile e più ricca di nervi. L'interno del bicipite, intorno al 7, sembra un altro braccio rispetto all'esterno. Il polso fa lo stesso salto: l'interno, sottile e innervato, arriva a 7, il dorso resta più mite. I disegni sul polso di solito sono piccoli e la seduta finisce presto; il problema vero arriva dopo, perché quella pelle sfrega di continuo contro polsini, orologio e braccialetti e prende sole tutto l'anno, così le linee sottili sbiadiscono prima che altrove.

Il lato del collo vale circa 6: sensibile ma gestibile, e molto in vista. La gola e la nuca salgono di qualche punto. Dietro l'orecchio si arriva a 7, con la pelle stesa sul cranio e il ronzio della macchinetta proprio accanto, ma i pezzi sono così piccoli che dura poco. Sulla clavicola si sale a 8, perché c'è l'osso sotto una pelle sottile e il collo si irrigidisce mentre il tatuatore lavora; per un primo tatuaggio lì conviene restare su un disegno piccolo.

Il fianco esterno sta intorno al 5 e diventa più pungente verso l'osso dell'anca e la piega dell'inguine. La pancia arriva a 7, più di quanto ci si aspetti: la pelle è sottile sopra una superficie morbida e il dolore ha un andamento strano, a onde. Mano e dita valgono 7 anche loro, con ossa piccole e nervi senza grasso in mezzo, e guariscono a chiazze perché non smetti mai di usarle. Il dorso del piede arriva a 7, è ossuto, guarisce lentamente e tende a gonfiarsi, quindi metti in conto una settimana senza scarpe strette. Lo stinco, infine, vale 8 per tutta la sua lunghezza: rimbomba come la caviglia, solo più a lungo.

La durata della seduta conta quanto la zona

Mezz'ora su una zona da 9 può pesare meno di cinque ore su una da 3, perché la stanchezza si accumula e quasi tutti la sottovalutano. Nelle sedute lunghe la prima ora è di solito la più facile, mentre tra la terza e la quarta molti cominciano a chiedere pause vere. Oltre le due ore su una zona dolorosa, mettiti nell'ordine di idee di dividere il lavoro in due appuntamenti.

Tra un pezzo breve in un punto difficile e un pezzo lungo in un punto comodo, la giornata più dura è quasi sempre la seconda. La scarica di endorfine di cui tutti parlano esiste, ma non arriva a tutti e non arriva ogni volta: non costruirci sopra il piano. Su un braccio intero o una schiena completa non ti sfinisce un punto preciso, ti sfiniscono le ore sommate.

Dividere un lavoro non cambia per forza il conto, dipende da come lo studio lo calcola. Con la tariffa oraria paghi le ore effettive, che siano in una seduta o in tre. Un pezzo con il prezzo fissato in partenza di norma resta a quella cifra anche se servono più appuntamenti, mentre i progetti grandi si pagano spesso a giornata o a mezza giornata, e due mezze giornate non sempre costano quanto una intera. Fattelo spiegare quando ricevi il preventivo, tenendo presente che a Milano e a Roma le tariffe stanno in genere sopra quelle delle città più piccole.

Come sentire meno dolore durante il tatuaggio

La preparazione comincia la sera prima. Dormi per bene, perché un corpo stanco regge male il dolore. Fai un pasto vero una o due ore prima di sederti: con la glicemia bassa ogni passaggio sembra più tagliente e aumenta il rischio di giramenti di testa. Bevi acqua nei giorni precedenti, perché la pelle disidratata accoglie peggio l'inchiostro e sotto l'ago risulta più ruvida, e niente alcol nelle ventiquattro ore prima: fluidifica il sangue, complica il lavoro del tatuatore e rende più forte l'indolenzimento del giorno dopo.

Sul lettino respira con calma, con un'inspirazione lenta e un'espirazione lunga proprio durante il passaggio più acuto, perché trattenere il fiato peggiora tutto. Le cuffie aiutano più di quanto sembri: musica, un podcast o un audiolibro danno all'attenzione un altro posto dove andare. E chiedi le pause prima di essere al limite. Nelle sedute oltre l'ora un buon tatuatore se le aspetta, e stringere i denti in silenzio per non disturbare non conviene a nessuno, perché la pelle di chi è teso si lavora peggio.

Le creme anestetiche alla lidocaina al 5%, che trovi in farmacia, possono smussare la prima ora nelle zone più sensibili. Non fanno miracoli, perché l'effetto svanisce e non arriva abbastanza in profondità per un pezzo lungo. Soprattutto, chiedi al tatuatore prima di stenderle: alcuni rifiutano di lavorare su pelle anestetizzata, perché la consistenza cambia e l'inchiostro si fissa peggio, altri accettano solo prodotti che conoscono. Su come applicarla e se fa al caso tuo, ti risponde il farmacista o il medico.

Il dolore dopo il tatuaggio: cosa è normale

Molti scoprono che l'ago è la parte meno faticosa. Per due-tre giorni la zona si comporta come una scottatura, calda, tesa, sensibile al tocco e a volte gonfia, soprattutto su caviglie e piedi. Poi, nella seconda settimana, arriva il prurito: intenso, e non puoi grattarti. C'è chi lo ricorda come peggiore della seduta stessa.

Pesano anche i piccoli fastidi quotidiani. Un tatuaggio fresco su un fianco, sulla schiena o sul braccio cambia il modo in cui dormi per una settimana; il sole sulla pelle che sta guarendo brucia e può rovinare il lavoro; e la zona trova ogni stipite, ogni attrezzo della palestra, ogni coda di cane che scodinzola. Per questo il punto si sceglie guardando anche il calendario: niente piede due giorni prima di un'escursione in montagna, niente costole la settimana di un volo lungo, niente tatuaggio fresco alla vigilia delle ferie al mare.

Un dolore che cresce invece di calare dopo il terzo giorno, un rossore che si allarga, calore, pus o febbre non fanno parte della guarigione normale: in quei casi vai da un medico senza aspettare. Uno studio in regola riduce il rischio fin dall'inizio, perché in Italia i tatuatori seguono le norme igieniche e i corsi di formazione stabiliti dalla propria regione, usano materiale monouso e ti fanno firmare un consenso informato prima di accendere la macchinetta.

Domande frequenti

Posso prendere un antidolorifico prima del tatuaggio?

Il paracetamolo in genere sì. Aspirina e ibuprofene fluidificano il sangue e fanno sanguinare di più, quindi meglio evitarli prima della seduta, come l'alcol. Se prendi farmaci con regolarità, soprattutto anticoagulanti, chiedi al medico o al farmacista e avvisa lo studio.

Fa più male sull'osso o dove c'è carne?

Sull'osso, quasi sempre. La combinazione più dura è una pelle sottile appoggiata direttamente sopra, come su costole, sterno, stinco e caviglia; dove ci sono muscolo e un po' di grasso la vibrazione viene assorbita e il dolore si fa più sordo.

La crema anestetica può rovinare il tatuaggio?

Può complicare il lavoro. La lidocaina cambia per qualche tempo la consistenza della pelle, e alcuni tatuatori notano che l'inchiostro attecchisce meno bene dove è stata stesa. Parlane già quando prenoti: l'ultima parola spetta a chi tatua.

Con ogni nuovo tatuaggio il dolore diminuisce?

Molti tatuati dicono di sì, soprattutto perché sanno cosa aspettarsi e arrivano meno tesi. Una zona difficile però resta difficile, anche al quinto tatuaggio.

Quando il dolore diventa una questione di salute?

Per un adulto in buona salute, in uno studio serio, quasi mai. Avvisa il tatuatore prima dell'appuntamento se prendi anticoagulanti, se sei incinta, se hai subito da poco un intervento, se attraversi una fase acuta di una malattia autoimmune o se hai problemi di pelle proprio sulla zona: potrà adattare il progetto o spostare la data.

Come confronto una zona meno dolorosa con quella che avevo in mente?

Metti lo stesso disegno della libreria su due foto del tuo corpo, una per zona, con il simulatore di tatuaggi di InkCraft, e guardale una accanto all'altra. Capita spesso che l'esterno del braccio o della coscia valorizzi il disegno quanto le costole, con molto meno da sopportare.

Provalo sulla tua pelle prima di decidere

InkCraft appoggia uno qualsiasi di questi disegni su una tua foto, adattato e curvato sulla zona che scegli, così puoi giudicarlo prima che sia per sempre.

Oppure provalo prima nel browser: gratis, senza scaricare nulla