Idee per tatuaggi

Tatuaggio mandala: significato e disegni

80 disegni originali sul tema mandala, realizzati per InkCraftDi Aggiornato il

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Un mandala si legge dal centro verso il bordo, e sulla pelle regge solo dove il cerchio resta un cerchio: una zona piatta, una misura generosa e tra un dettaglio e l'altro uno spazio che l'inchiostro non possa chiudere.

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Questa serie di 80 disegni con il soggetto mandala, in numeri

Stili presenti
ornamentale (23), geometrico (21), illustrativo (18), dotwork (8), blackwork (2), old school (2)
Black and grey o colore
84% black and grey, 16% a colori
Disegnato più spesso insieme a
fiore, stella, girasole, sole

Contati sui disegni di questa pagina, 80 in tutto. Sono stati tutti disegnati per InkCraft; nessuno è copiato o ripubblicato. Questi dati si possono citare, purché con un link a questa pagina.

Tatuaggio mandala: il significato

In sanscrito «mandala» significa cerchio, e nelle tradizioni induista e buddhista è la pianta di un cosmo: un palazzo con quattro porte, al centro una divinità, intorno anelli di simboli da attraversare con lo sguardo uno dopo l'altro. Chi medita lo percorre dall'esterno verso l'interno, e il valore sta nel percorso, non nell'immagine finita. Per questo i mandala migliori si possono guardare a lungo senza stancarsi, mentre quelli puramente decorativi si esauriscono al primo sguardo. In Tibet i monaci costruiscono mandala di sabbia colorata, versando i granelli da piccoli imbuti metallici per giorni o settimane, e a lavoro finito li cancellano con una scopa e ne affidano la sabbia a un corso d'acqua. Portarne uno inciso per sempre è, a pensarci, un gesto controcorrente, e qualcuno lo sceglie proprio per questa contraddizione.

In Occidente la parola ha un significato preciso grazie a Carl Gustav Jung, che tra il 1918 e il 1919 disegnò cerchi in un quaderno quasi ogni mattina e vi lesse l'immagine del proprio stato interiore; li ritroviamo, a colori, nel «Libro rosso». Per lui il mandala era una figura della totalità del sé, e la psicologia analitica l'ha usato così da allora. Un lettore italiano ha anche un altro riferimento sotto gli occhi senza saperlo: il rosone di una cattedrale romanica o gotica è un cerchio costruito attorno a un centro, e i pavimenti cosmateschi delle basiliche romane incastonano dischi di porfido e di serpentino dentro cornici di tessere. Jung stesso accostava le rose delle cattedrali ai mandala orientali. Poi c'è il mandala da colorare, il passatempo antistress: chi ha riempito anche solo una pagina sa che cosa succede alla mente mentre la mano segue un ritmo ripetitivo, ed è una ragione concreta per volerne uno addosso.

Le varianti cambiano il senso più di quanto sembri. Un mandala spezzato, aperto su un lato o ridotto a una metà, dice qualcosa di incompiuto, o una totalità che non si pretende di avere raggiunto, ed è una scelta spesso più sincera del cerchio perfettamente chiuso. Metà sole e metà luna, accostamento molto ripreso, mette in un solo disegno giorno e notte, caldo e freddo. Con un fiore di loto al centro il disegno si apre verso la rinascita; con un elefante, un girasole, un occhio o un leone al posto del centro il mandala diventa la cornice di un altro soggetto. Su questa pagina molti disegni hanno un mandala vero e proprio al centro, e accanto compaiono bussole, stelle, soli, lune, loti e occhi inseriti in una struttura radiale.

Da dove viene il soggetto

I mandala compaiono nelle pratiche induiste e buddhiste da oltre mille anni e vengono fissati nei testi tantrici come diagrammi per la meditazione e per l'iniziazione. La tradizione tibetana della sabbia è l'esempio più noto e resta una pratica viva, con monaci che la eseguono anche in occasione di mostre e festival fuori dall'Asia. Jung incontrò la forma negli anni Dieci del Novecento e la pose al centro della sua psicologia, ed è così che è arrivata alla cultura popolare occidentale. Nel tatuaggio è un arrivo recente, legato alla geometria sacra e al dotwork degli anni Duemila: è uno dei pochissimi grandi soggetti senza alcun flash tradizionale alle spalle.

Come trovare la tua versione

  • Per la posizione, tutto ruota intorno alla simmetria. Un mandala è radiale e resta regolare solo su un campo piatto: sterno, centro della schiena, la parte piatta della scapola, la nuca, l'esterno della coscia. Su una superficie curva un lato si accorcia e il cerchio diventa un ovale, che nella foto scattata di fronte sembra quasi giusto e da un altro angolo no. Sul braccio funziona meglio una fascia o un mezzo mandala che segua il muscolo, oppure un cerchio piccolo e semplice sulla parte esterna dell'avambraccio.
  • È il soggetto più sensibile alla misura di tutto il catalogo. È fatto di molti elementi fini che si ripetono, separati da spazi minimi, e sono proprio gli spazi a chiudersi quando l'inchiostro si allarga nel tempo. Sotto i dodici centimetri circa un mandala fitto rischia di diventare un disco grigio nel giro di un decennio: o lo fai più grande, o scegli un disegno con meno anelli e linee più spesse. Il dotwork a puntini ha una sua tenuta, ma pretende pazienza e una mano ferma.
  • Chiedi di vedere lavori guariti, non foto fresche. Un mandala appena fatto sembra perfetto quasi chiunque lo disegni: la differenza tra uno ben costruito e uno fatto male si vede dopo un anno, quando gli spazi tra i dettagli hanno tenuto oppure si sono chiusi. Se il tatuatore ti mostra solo scatti del giorno della seduta, chiedi anche quelli di una guarigione completa.

Misura, prezzo e zona del corpo

Quanto grande farlo e quanto costa

Un mandala a linea semplice di dieci-dodici centimetri richiede un pomeriggio. Il dotwork si paga in pazienza più che in centimetri: un mandala a puntini di quindici centimetri, ben dettagliato, può occupare un'intera giornata. I mandala ornamentali grandi, su schiena o petto, sono progetti da più sedute, con un ritocco sulle linee più sottili alla fine.

Dove sta bene e quanto fa male

Sterno, centro della schiena, scapola, nuca e coscia esterna: tutte zone ampie e simmetriche. Lo sterno è la scelta più frequente e anche uno dei punti più dolorosi, perché sull'osso non c'è praticamente imbottitura; nella zona sotto il seno la fascia del reggiseno sfrega la pelle nei primi giorni di guarigione. Sulle costole il dolore è alto, mentre sulla coscia o sul braccio si sopporta bene.

Cosa chiedere al tatuatore

  • Puoi mostrarmi un mandala dotwork guarito da almeno un anno, della stessa grandezza che voglio io?
  • Quanti anelli concentrici reggono nella misura che ho scelto, e quali conviene semplificare nello stencil?
  • Il centro lo disegniamo come un fiore, una stella o un occhio, e come si comporta quella parte quando la pelle si muove?

I prezzi cambiano molto da uno studio all'altro e da una città all'altra; leggi queste indicazioni come durata della seduta, non come preventivo, e per qualsiasi pezzo piccolo metti in conto il prezzo minimo dello studio.

Domande frequenti

Che cosa significa un tatuaggio mandala?

In origine è il diagramma di un cosmo usato nella meditazione induista e buddhista; in Occidente, per via di Jung, è soprattutto l'immagine della totalità del sé. Nella pratica di chi lo porta pesano di più i dettagli: un loto al centro parla di rinascita, metà sole e metà luna di opposti che stanno insieme, un cerchio spezzato di qualcosa ancora in cammino.

Come sta un mandala sul braccio, per donna o per uomo?

Il braccio è curvo, quindi il cerchio vero e proprio sta bene solo su una parte piatta, come l'esterno dell'avambraccio. Per un disegno più grande conviene un mezzo mandala o una fascia che si avvolge intorno al muscolo. Su un braccio maschile con molto pelo, le linee finissime si leggono meno: contorni più spessi e qualche zona piena aiutano il disegno a restare nitido.

Il mandala con sole e luna ha un significato preciso?

Mette insieme due metà che si completano: giorno e notte, luce e buio, attività e riposo. Non c'è un canone fisso, e infatti si trovano soli con il volto e lune con la faccia, oppure forme geometriche pure con i raggi da una parte e le fasi lunari dall'altra. Se a te interessa solo l'idea del contrasto, un mandala con una metà piena e una a puntini la dice bene senza figure.

Posso farlo piccolo, sotto il seno o sullo sterno?

Sì, a patto di semplificarlo. Su un campo ristretto servono pochi anelli, linee più grosse e uno spazio vuoto generoso tra l'uno e l'altro: un mandala fitto piccolo come una moneta, tra qualche anno, sarà una macchia. Per lo sterno e per la zona sotto il seno chiedi anche come cambia il disegno quando respiri e quando ti pieghi, perché la gabbia toracica si espande e il disegno si allarga con lei.

Perché alcuni mandala diventano grigi dopo qualche anno?

Perché gli spazi tra gli elementi si sono chiusi. È il difetto classico di questo soggetto e dipende quasi sempre dalla misura: più il disegno è fitto, più centimetri servono. Una cura corretta nei giorni della guarigione e la crema solare sulla zona esposta aiutano, ma la differenza la fa la progettazione iniziale.

Posso vedere un mandala sul mio sterno o sulla schiena prima di decidere?

Sì: fotografa la zona in posizione rilassata e caricala nel simulatore di tatuaggi di InkCraft, che appoggia i disegni di questa pagina sulla tua foto direttamente nel browser. Guarda soprattutto se il cerchio resta tondo o se la curva del corpo lo schiaccia, e se le linee più fini restano leggibili alla grandezza che avevi in mente.

Provalo sulla tua pelle prima di decidere

InkCraft appoggia uno qualsiasi di questi disegni su una tua foto, adattato e curvato sulla zona che scegli, così puoi giudicarlo prima che sia per sempre.

Oppure provalo prima nel browser: gratis, senza scaricare nulla